
L’Anticristo Delle Deadline: Il Project Manager
La figura più odiata dell’intero organigramma, subito dopo il Commerciale?
Sì, sono proprio io. Il Project Manager.
Quella creatura mitologica che si aggira tra i corridoi agitando scadenze impossibili e roadmap irreali.
Non scrivo codice, non configuro server, apparentemente non servo a un cazzo.
Eppure, decido come, quando e (nel mio mondo ideale) anche chi deve fare cosa.
“Dobbiamo ottimizzare i processi” I Porci Dei iniziano a volare come coriandoli.
Quando apro Project? Un intero Pantheon di Madonne viene evocato all’unanimità.
Ma lasciatemi dire una cosa: io sono il Male. Ma sono il Male necessario. Anche se voi non lo sapete.
Senza di me? Caos.
Con me? Caos con contorno di milestone e deadline.
Meglio no?
Così, in un raro momento di auto-consapevolezza, ho deciso di raccontarvi tutta la verità sulla figura più odiata, disprezzata e controversa (sempre dopo il Commerciale) del pianeta ICT.
Le cazzate senzienti del Project Manager ICT
(aka: le mie frasi preferite, che vi fanno venire l’orticaria)
“Abbiamo tutto sotto controllo”
Spoiler: mai successo.
Il progetto è andato fuori controllo prima ancora del giorno ZERO.
Il Gantt? Un’opera d’arte astratta con colori vivaci e graziosissime stelline.
Il backlog? Un deserto di task dimenticati.
La roadmap? Un documento che aggiorniamo per fingere che esista un piano.
Ma vi guardo, sorrido e dico: “Stiamo seguendo la strategia prevista.”
Mentendo. Sapendo di mentire. Con classe.
“Dobbiamo rispettare il budget”
- Non possiamo comprare un tool che serve.
- Non possiamo fare formazione.
- Non possiamo assumere una risorsa in più.
Ma possiamo pagare una società esterna per farci dire che ci serve quel tool.
Oppure possiamo investire in corsi motivazionali con PowerPoint pacchiani, gadget brandizzati e fantastiche attività di team building di dubbio gusto.
“Facciamo una riunione per chiarire”
- Bug critico? Riunione.
- Migrazione fallita? Riunione.
- Infrastruttura che esplode? Riunione d’urgenza.
- Ho un problema personale? Indovinate? Riunione.
E se qualcuno osa suggerire “Ma possiamo evitarla?”, io rispondo:
“Meglio discuterne insieme per fasarci.” Sì, avete letto bene: F-A-S-A-R-C-I.
Così, vi rovino la giornata. E perdo tempo anche io, d’altra parte, perdere tempo è il mio superpotere.
“Questo va fatto entro la deadline”
La mia logica è lineare: la roadmap dice che si può fare in due settimane?
Allora si fa in due settimane. La seduta è tolta.
Non mi interessa che il team sia prossimo all’ammutinamento.
Lo dice il piano. È scienza.
Tipologie di Project Manager (ovvero, scegli il tuo incubo preferito)
- ✅ Il Motivatore che sorride troppo e dice “Credo in voi!” mentre vi assegna task vagonate di task.
- ✅ L’Excel-Dipendente che se non può misurare il problema in una tabella pivot, il problema non esiste realmente.
- ✅ Il PM senza background tecnico arrivato nel settore per caso, ma ora gestisce team di sviluppo dando suggerimenti tecnici basati su articoli di LinkedIn.
- ✅ Il PM che vive di riunioni e senza meeting non sa cosa fare della sua vita.
- ✅ Il Project Manager con background tecnico altrimenti detto: Il tuo peggiore incubo.
Su quest’ultimo, vorrei spendere qualche parola.
Dimenticate i PM classici. Dimenticate quelli che non hanno formazione tecnica, quelli che pensano che CISCO sia un cantante emiliano, quelli che credono che basta fare due clic per risolvere un problema.
Esistono, anche se sono rari come un ticket chiuso in SLA, i PM con background tecnico.
E loro, sono i più pericolosi e i più incazzati tra tutti.
Per certi versi, anche i più frustrati.
Presente!
Noi sappiamo.
Abbiamo configurato, deployato, migrato. Abbiamo bestemmiato alle 3 di notte mentre ci chiedevamo se fosse il momento di cambiare lavoro o addirittura settore.
E quindi, a differenza di quei PM che potete facilmente ingannare con una stima falsata o un escamotage decorato, con noi non funziona. Con noi ti attacchi al cazzo.
Noi vediamo tutto. Noi sappiamo cosa stai facendo. E peggio ancora, sappiamo che se ce l’abbiamo fatta noi, ce la puoi fare anche tu.
Dio stagista, non hai scuse.
Sono un Project Manager che è stato in trincea. Ho fatto la reperibilità. Ho passato interi week-end a impalare Madonne. Ho visto cose che voi umani non potete immaginare, mi hanno fatto richieste che nemmeno se fossero pervenute da gente lobotomizzata sarebbero state concepibili.
E tutto questo mi ha reso più cinico, più spietato ma anche più consapevole.
Ora, quando mi dite “Non si può fare”, so che state bluffando.
Quando provate a nascondere un bug dietro un “Siamo ancora in fase di analisi”, so che significa “Abbiamo fatto una stronzata”.
Perché sono un Project Manager che sa esattamente cosa significa essere dall’altra parte ma la verità è che voi mi disprezzate mentre io vi amo tutti soprattutto quando mi rispondete alle 23 del venerdì sera.
Con me non puoi raddoppiare le tempistiche perché le dimezzo subito.
Non puoi mentire sui bug perché li ho già individuati.
Non puoi dirmi che è impossibile perché conosco il workaround.
Se vuoi puoi scappare ma non prima di aver accettato il calendar che ti ho mandato.
Si tratta di un meeting per discutere il processo per gestire meglio i meeting.
Ci vediamo lì.




