Valerio Lo Sviluppatore Magico E La Fabbrica di Porchiddii

Valerio Lo Sviluppatore Magico E La Fabbrica di Porchiddii

C’era una volta uno sviluppatore magico chiamato Valerio. Non era magico perché fosse particolarmente bravo a creare software, o perché fosse particolarmente veloce. Era un programmatore come tanti, ma aveva una capacità che in pochi avevano: con tanto caffè, qualche psicofarmaco a base di metilfenidato e un quantitativo criminale di bestemmie era in grado di accontentare quasi tutte le pretese di re e regine che gli cacavano il cazzo con richieste assurde quasi quotidianamente.

Un bel giorno, lo sviluppatore magico venne contattato dal Re del regno-città-stato di Spermareggio, suo antico cliente, con una missione di importanza critica: creare un’estensione per Google Chrome che permettesse ai suoi vassalli, utilizzatori del suo CRM, di selezionare le missive nelle conversazioni di una nota webapp di conversazioni ed inviarle al CRM stesso.

Era una richiesta complessa perché, come tutti sanno, gli sviluppatori di quella nota webapp non sono stupidi e avevano preso svariate precauzioni per evitare che il primo ricottaro magico ne facesse lo scraping per fottergli i dati, ma Valerio, essendo uno sviluppatore magico nonché un mercenario particolarmente attaccato ai soldi, armato solo di bevande energetiche, rabbia, ritalin e porchiddii, si mise all’opera per capire se la cosa era fattibile e come. Con un pizzico di ingegno, un po’ di ore di ricerca e studio e l’aiuto inaspettato di un mistico blogger che aveva già affrontato il problema, Valerio lo sviluppatore magico inventò una soluzione tanto fantasiosa quanto, purtroppo, difficile da implementare e facile da spaccare da chi aveva concepito l’app originale.

Lo sviluppatore quindi sottopose le proprie scoperte al Re di Spermareggio, avvertendolo che, sebbene la cosa fosse fattibile, tutto il meccanismo si sarebbe spaccato alla minima modifica della pagina web e non avrebbe funzionato più un cazzo. Il nostro eroe era magico, ma non era comunque famoso per favellare in maniera forbita o rispettosa del prossimo. Il Re, dall’alto del suo scranno, disse: “vai tranquillo, tanto prima che cambiano sai quanto passa?”.

Poiché allo sviluppatore magico alla fine fotteva solo dei soldi, ricevuta l’approvazione si mise immediatamente ed alacremente al lavoro, e nel giro di qualche settimana tirò fuori un piccolo gioiellino di software che faceva tutto quello che era richiesto, lo faceva bene, e lo faceva velocemente.

Ma qualche giorno dopo venne contattato dal perfido consigliere del Re, il malvagio Conte Pedantus Von Autism, che geloso dell’antico rivale iniziò a spaccargli il cazzo su ogni inezia tipo font troppo grandi, il padding non va bene, le spaziature oggi sono troppe e domani sono troppo poche e così via. L’umore del nostro eroe era tale che da sviluppatore magico stava diventando cavaliere incazzato nero, ma teneva duro perché ogni volta che perdeva tempo erano comunque monete d’oro in più, essendo pagato ad ore, e tutte queste stronzate riempivano ulteriormente la sua scarsella.

Ma nonostante le ingerenze del Conte Von Autism, alla fine l’estensione venne consegnata e mandata al vaglio dell’Imperatore Gugol, che la accetta perché alla fine non gli frega un cazzo.

Una settimana dopo, però, la webapp originale cambia non solo una virgola, ma letteralmente tutto l’HTML della pagina, mandando a puttane tutto il lavoro fatto esattamente come previsto, e costringendo lo sviluppatore magico a fare una release d’emergenza dopo una nottata a riordinare tutto il codice per capire che cazzo è cambiato, dove e come evitare di smontare tutto.

E tutti vissero felici e contenti, tranne il programmatore magico che non aveva letteralmente più porchiddii da enunciare ma solo odio e rancore verso il prossimo.

FINE

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